Gaja. Il Piemonte è una delle regioni d’Italia dove i valori della tradizione vengono gelosamente conservati e l’innovazione non è di solito ben vista.
Angelo Gaja ha saputo osare nell’ambito della produzione vinicola, facendo del suo Barbaresco un vino di fama internazionale attraverso l’uso di tecniche particolari per la sua produzione.
Il Barbaresco Gaja deriva da 14 vigneti di proprietà situati nei comuni di Barbaresco e Treiso.
Il Gaja fermenta per un periodo che va da due a quattro settimane per poi sostare per sei mesi in barrique di rovere francese per essere in seguito fatto riposare per 12-20 mesi in botti di rovere di Slavonia di grandi capacità.
Una caratteristica dei vini Gaja hanno una grande capacità di invecchiamento tanto che bottiglie vecchie di 30 anni sono comunque ancora in grado di esprimere sentori suadenti e morbidi di frutta matura.
Gaja punta alla massima qualità delle uve, pur se questo delle volte può voler dire sacrificare parte della produzione nelle annate avverse al fine di mantenere uno standard qualitativo elevato, che è quello che gli ha permesso di ottenere negli anni innumerevoli riconoscimenti internazionali.
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